Antibagno

L'antibagno è un locale che funge da disimpegno tra bagno e un altro ambiente destinato ad un uso diverso, come il soggiorno o una camera da letto.

In molte abitazioni, accanto alla cucina abitabile o al salotto si trova un piccolo bagno di servizio. In questo caso, la realizzazione di un antibagno senza porta aiuta a separare le due funzioni e rendere il bagno più funzionale.

Inoltre, secondo alcuni regolamenti edilizi comunali come quello del Comune di Milano, se al bagno si accede dalla zona giorno o dalla cucina un piccolo locale di separazione è addirittura obbligatorio.

In questo approfondimento ci occuperemo proprio di cosa dice la normativa sull’'antibagno, dalle dimensioni minime alla dotazione che deve avere. Inoltre, ti daremo alcuni consigli su come utilizzare questo spazio che si rivelerà, come vedrai, molto più utile del previsto e dotato di un'insospettabile versatilità.

 

Come risparmiare sulla realizzazione dell'antibagno

Come abbiamo detto, in alcuni casi l’antibagno è obbligatorio. Per i costi di realizzazione di un piccolo ambiente ricavato dividendo in due il bagno principale ti rimandiamo ad un nostro precedente articolo sull’argomento.

Il costo per realizzare un antibagno a norma può essere piuttosto elevato. In questo caso per risparmiare ti consigliamo di confrontare diversi preventivi a ditte specializzate in lavori edili che operano nella tua zona.

Se vuoi, puoi richiedere preventivi a professionisti del settore che lavorano nella tua zona compilando una semplice richiesta in cui descrivi il lavoro che intendi fare e fornisci i tuoi dati di contatto.

In poche ore, tre ditte specializzate con sede nella tua zona compileranno per te altrettanti preventivi gratuiti, completi di prezzi. Così potrai capire quanto andrai a spendere in media e confrontare diverse soluzioni professionali in maniera semplice e discreta, direttamente da casa tua. 

 

L'antibagno, normativa e consigli

I riferimenti normativi in merito ai requisiti igienico-sanitari dei locali di un'abitazione sono:

  • Le istruzioni ministeriali del 20 giugno 1896
  • Il Decreto del Ministero della Sanità del 5 luglio 1975
  • Le successive modifiche al decreto, come quella del 9 giugno del 1999
  • I singoli Regolamenti regionali.

 

Il Regolamento edilizio del tuo Comune potrebbe prevedere delle norme più restrittive rispetto alle leggi nazionali riguardo alle caratteristiche che devono avere i servizi igienici di un'abitazione, perciò ti consigliamo di consultarlo per primo.

Alcuni Regolamenti edilizi comunali prevedono la creazione di un antibagno per separare il bagno dalla zona giorno oppure dalla cucina, anche nel caso di abitazioni già esistenti. 

E’ importante verificare quando l’antibagno è obbligatorio, in modo da potersi adeguare alla normativa, perché si potrebbe incorrere in sanzioni amministrative e dover comunque effettuare i lavori di ristrutturazione richiesti.

Nelle abitazioni di nuova costruzione in cui il bagno affaccia sulla zona giorno o sulla cucina, l'antibagno è sempre obbligatorio. I due ambienti devono essere separati da almeno due porte, quella del bagno e quella della cucina. In questo caso creare un piccolo antibagno - anche senza porta - risolve il problema senza costringere a rivedere la disposizione interna della casa.  

 

L’antibagno, dimensioni minime e caratteristiche

Le dimensioni minime che l’antibagno dovrebbe avere, indicate in molti Regolamenti edilizi comunali, sono di 1x1,2 m. L'altezza minima è la stessa prevista per tutti i locali dell'abitazione, ovvero 2,4 m. 

Per i sottotetti, le istruzioni ministeriali del 1896 prevedono un'altezza minima di 2 m affinché l'antibagno sia a norma ed abitabile.

La normativa sull' antibagno non prevede una dotazione specifica, tuttavia ammette che vi si possa collocare un lavabo, a patto di realizzare rivestimenti impermeabili e facilmente sanificabili fino a 2 metri di altezza. I pavimenti devono essere antiscivolo, impermeabili e facili da pulire.

L'antibagno non deve necessariamente avere una finestra. L'art. 5 del DM del 5 luglio 1975 ammette che disimpegni, corridoi, vani-scala e ripostigli possano essere privi di illuminazione naturale diretta. 

Diverso è il caso in cui l'antibagno ospiti una caldaia. In questo caso l'antibagno dovrà necessariamente avere la finestra, dato che sempre secondo lo stesso decreto "Nelle stanze da bagno sprovviste di apertura all'esterno è proibita l'installazione di apparecchi a fiamma libera".

 

L'antibagno con lavanderia

L'antibagno per definizione è un locale accessorio, destinato solamente al passaggio o ad una breve permanenza. In molti casi però può rivelarsi prezioso per accogliere tutta una serie di elettrodomestici - boiler, ferro da stiro, lavatrice - che altrimenti finirebbero per sottrarci spazio in altri ambienti dove soggiorniamo più a lungo, come il bagno o la camera da letto.

In un antibagno di appena 2 mq è possibile ricavare un comodo locale lavanderia, in cui collocare un piccolo lavabo rettangolare, una lavatrice a carica frontale, un’asciugatrice ed un mobile contenitore dove riporre asse da stiro, detersivi e biancheria.

Inserendo una porta a scomparsa satinata, sarà possibile separare il bagno dalla lavanderia ed al tempo stesso garantire a quest’ultima un’adeguata illuminazione naturale. 

Per evitare sgradevoli ristagni di umidità, potresti dotare l’antibagno con lavanderia di un adeguato impianto di ventilazione forzata, da collegare all’illuminazione o addirittura ad un dispositivo a tempo. In questo modo eviterai il formarsi di muffe e cattivi odori. 

Per approfondire i sistemi di ventilazione in commercio ed i relativi prezzi, ti rimandiamo ad un nostro precedente articolo.

 

L’antibagno come ripostiglio o cabina armadio

In alternativa alla lavanderia, l’antibagno può essere utilizzato come ripostiglio dove collocare la biancheria per il bagno e la camera da letto. 

In questo caso è possibile realizzare una serie di mensole in muratura da lasciare aperte, per uno stile moderno che predilige la funzionalità, oppure da proteggere con delle ante di legno per riparare il contenuto da polvere ed altri allergeni.

Un’altra soluzione è realizzare un piccolo spogliatoio o una cabina armadio dove riporre scarpe, accessori e vestiti. In questo caso occorrerà avere uno spazio sufficiente da permettere di creare un ulteriore disimpegno che separi bagno e cabina armadio. 

La cabina armadio potrà essere arredata con armadi a tutta parete, sfruttando per intero lo spazio in verticale. Completano l’arredamento uno specchio a figura intera e una piccola poltrona. Anche qui una porta a scomparsa è d’obbligo per evitare di sottrarre spazio ad un ambiente già angusto. 

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