Esempio di Bagno CiecoL'areazione e l'illuminazione sono fondamentali in un bagno cieco

In un bagno senza finestra, due sono i problemi maggiori da affrontare: garantire un corretto ricambio dell'aria, anche per evitare il ristagno dei cattivi odori e la formazione di condensa, e rendere il bagno più luminoso possibile.

In questo articolo, ti daremo alcune idee per aerare meglio un bagno cieco utilizzando i sistemi di ventilazione attualmente in commercio.

Inoltre, qui troverai alcuni consigli su come rendere un bagno cieco più luminoso, utilizzando diversi accorgimenti che vanno dalla scelta dei rivestimenti e degli accessori giusti, fino ad un’illuminazione ben studiata.

Per finire, parleremo di cosa dice la normativa riguardo ad un primo bagno senza finestra e alle dimensioni minime che un bagno cieco deve avere.

 

Bagno cieco, scegliere l’aerazione più efficace

Un bagno cieco sia di piccole che di grandi dimensioni può essere aerato in due modi.

Ventilazione naturale

La ventilazione naturale è molto usata per mantenere pulita e fresca l'aria all'interno degli edifici ed ha il grande vantaggio di essere ecologica. 

Si basa principalmente sulla tendenza dell'aria calda a salire per essere rapidamente sostituita con altra aria proveniente dall'esterno (e quindi pulita). Se ben realizzati, i sistemi di ventilazione naturale possono garantire un' aerazione ottimale anche in un bagno cieco senza l’utilizzo di alcuna ventola né altri dispositivi e, quindi, senza consumare energia. Oppure semplicemente possono essere usati per "aiutare" un sistema di ventilazione forzata a lavorare meglio.

Ventilazione forzata

I dispositivi di circolazione forzata dell’aria consentono di estrarre l'aria viziata (e quindi la condensa e i cattivi odori) dal bagno cieco per immettervi aria pulita.

I dispositivi di ventilazione forzata possono essere delle seguenti tipologie:

 

  • Ad accensione intermittente, per intenderci, la categoria in cui rientra la classica ventola che troviamo nella gran parte dei bagni senza finestra. Per essere efficaci nel garantire la corretta ventilazione di un bagno cieco, questi dispositivi dovrebbero immettere circa il 20% di aria in più rispetto a quanta ne estraggono. I prezzi di questi sistemi sono veramente minimi, appena dai 30 euro in su, ma difficilmente riescono a risolvere il problema se il bagno è molto utilizzato o ha problemi di muffa o umidità.
  • A ventilazione continua autoregolabile, che assicurano un ricambio costante di aria tutto il giorno. Leggermente più complessi, questi dispositivi assicurano un ricambio di aria del tutto simile a quello che si avrebbe con una finestra, con prezzi che vanno dai 100 euro in su - circa 350 euro se includiamo l'installazione.
  • A ventilazione meccanica igroregolabile, per chi ha problemi di umidità, questi sistemi si attivano sulla base dell'umidità presente nell'ambiente e che sono molto efficaci per evitare la formazione di muffe in un bagno cieco con doccia.
  • A ventilazione meccanica a due flussi con recuperatore di calore, per evitare di raffreddare gli ambienti. In questo caso, l'aria viziata viene estratta dall'ambiente, mentre da una bocchetta separata viene immessa aria proveniente dall'esterno riscaldata e filtrata. Questi sistemi hanno costi anche importanti, che partono dai 500 euro in su.

 

Al di là delle varie opinioni sui metodi di aerazione più adatti ad un bagno cieco, i sistemi di ventilazione più efficaci hanno costi molto alti.

Come risparmiare

Per risparmiare la parola d'ordine è una soltanto, confronta più offerte e soluzioni.

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Bagno cieco, consigli per un’illuminazione effetto naturale

Come puoi rendere un bagno cieco luminoso come se avesse una sorgente di luce naturale?

Ecco alcune soluzioni da prendere in seria considerazione.

1. L’illuminazione giusta.

Le finestre fanno entrare la luce orizzontalmente, mentre l'illuminazione artificiale, posta in alto, fa scendere la luce verticalmente sugli oggetti, appiattendoli e creando tante ombre che danno al bagno cieco un aspetto un po' lugubre.

Per evitarlo, potresti scegliere portalampada e lampadari il più possibile essenziali, trasparenti o al massimo satinati, che permettano alla luce di diffondersi tutto intorno. I faretti da incasso sono una soluzione molto adatta, così come il bulb lighting, i lampadari pendenti con luci "nude" (senza niente che copra il bulbo).

Se puoi, cerca di evitare lampadine a luce fredda o colorate e preferisci lampadine a luce calda o naturale, piuttosto potenti - meglio se a led.

2. Rivestimenti semplici e chiari.

Il primo consiglio per migliorare istantaneamente l’illuminazione di un bagno cieco è usare il più possibile il bianco, sia per i pavimenti, che per le piastrelle. I rivestimenti bianchi infatti riflettono la luce come e più degli specchi. Anche questi ultimi possono essere usati per aumentare la luminosità di un bagno cieco, ma hanno i loro pro e contro, non ultimo il fatto di vedersi continuamente riflessi anche nei momenti più intimi. 

Se l’idea di un bagno tutto bianco non è di tuo gradimento, puoi utilizzare colori chiari e materiali naturali per i rivestimenti, da ravvivare con pochi dettagli decorativi. 

3. Via gli ostacoli. 

La poca luce che c’è non dovrebbe trovare ostacoli, quindi, se possibile dovresti eliminare tramezzi, cabine in muratura e affini e creare un ambiente unico. Per separare i sanitari dal lavabo o chiudere la cabina doccia, puoi utilizzare dei pannelli in vetro satinato, che fanno filtrare la luce. 

 

Bagno cieco, cosa dice la legge

La normativa riguardante le caratteristiche che debbono avere i bagni di un’abitazione è contenuta nel Decreto ministeriale Sanità del 5 luglio 1975.

Secondo tale normativa, il primo bagno di un’abitazione può essere cieco solamente in abitazioni fino a 70 mq con una sola camera da letto, purché sia dotato di un sistema di aspirazione forzata continua con ricambio minimo di 6 volumi/ora, oppure intermittente con ricambio minimo di 12 volumi/ora.

Le dimensioni minime che un bagno cieco deve avere, invece, sono indicate nel Regolamento edilizio del proprio Comune. Per quanto riguarda il Comune di Milano, ad esempio, le dimensioni minime sono 3,5 mq per il primo bagno e 2 mq per un secondo bagno. Solo nel caso di un secondo bagno, sono ammissibili eccezioni se le dimensioni sono leggermente più contenute ed è presente un sistema di aerazione attivato almeno tre volte al giorno e con un ricambio sufficiente.

Per la ristrutturazione di un bagno cieco, quindi, è sempre bene informarsi presso l’Ufficio Tecnico del proprio Comune, in modo da avere presente cosa dice il locale Regolamento edilizio.

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