il riscaldamento a soffitto a convezione dagli anni '70 si è arricchito di nuove tecnologie

Il riscaldamento a soffitto, molto diffuso negli anni '70, sembra tornato in auge grazie anche al crescente interesse per il risparmio energetico. Ma come funziona questo particolare tipo di impianti?

I sistemi in commercio possono essere di due tipologie

  • con pannelli radianti
  • con ventilconvettori.

Entrambi si possono mimetizzare in un controsoffitto in cartongesso e possono essere utilizzati per il condizionamento sia estivo che invernale. Possono essere collegati a qualsiasi tipo di generatore di calore.

Il riscaldamento per irraggiamento dal soffitto, benché possa sembrare meno efficiente rispetto al riscaldamento a pavimento, offre vantaggi simili in termini di risparmio energetico e omogeneità nella distribuzione del calore. Proprio come il riscaldamento a pavimento può essere a funzionamento idraulico o elettrico, a seconda se impiega serpentine contenenti acqua calda o resistenze elettriche.

I ventilconvettori a soffitto o fan coil sono dei moduli metallici contenenti batterie che scambiano calore con l'aria tramite un sistema di ventilazione forzata. Rispetto ai pannelli radianti il ventilconvettore può filtrare l'aria migliorandone la qualità e, grazie alla ventilazione meccanica, è più efficiente nel raffrescamento estivo.

In questo articolo parleremo dei diversi tipi di impianto di riscaldamento a soffitto in relazione ai costi sia di acquisto che di installazione, ai pro e contro ed alle detrazioni fiscali 2018.

Riscaldamento a soffitto: costi

Partiamo dal costo dei sistemi radianti. Un impianto di riscaldamento a soffitto con funzionamento idraulico ha un prezzo che va da 50 euro/mq in su. Leggermente più economici gli impianti con funzionamento elettrico, che partono da 40 euro/mq in su.

Per semplificare la posa in genere si usano pannelli specifici per riscaldamento a soffitto, semplici moduli radianti con rivestimento in cartongesso. Ben diversi e molto più performanti i pannelli radianti in fibra di carbonio che, oltre ad essere più efficienti, hanno uno spessore molto basso (appena 4 mm). Il prezzo è di circa 80 euro/mq.

Veniamo ora al costo dei sistemi a convezione. Un singolo ventilconvettore da incasso ha un costo di circa 200 euro, anche in base alla potenza. I modelli in commercio possono avere due o quattro tubi, a seconda se sono in grado di gestire solamente riscaldamento/raffrescamento o entrambi. A parte bisogna considerare gli accessori necessari all'installazione, es. un semplice pannello di comando a parete costa in media 150 euro, mentre i sistemi domotici per il controllo remoto dei ventilconvettori costano circa 600 euro.

Ma quanto costa un impianto di riscaldamento a soffitto finito? Un sistema completo comprendente: riscaldamento, raffrescamento e trattamento dell'aria (filtri antipolvere/antipolline, controllo dell'umidità) per un'abitazione di circa 100 mq costa in media 10mila euro. Prezzi simili o leggermente superiori per un soffitto radiante.

Un consiglio per risparmiare

I costi di realizzazione di un impianto variano a seconda delle zone, anche in funzione dei prezzi della manodopera. Per questo motivo, prima di accettare un preventivo, ti consigliamo di confrontare più offerte. Confrontare anche solo due o tre preventivi ti permette di

  • capire quali sono i prezzi del riscaldamento a soffitto nella tua città;
  • trovare installatori disponibili a trattare sui costi di posa;
  • confrontare più soluzioni sulla base dell'esperienza di professionisti del settore.

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Riscaldamento a soffitto: opinioni

Sulla convenienza di installare un impianto riscaldamento a soffitto le opinioni sono contrastanti. Eppure, come tutti i sistemi tecnologici ha i suoi pro e contro. Tra i vantaggi troviamo

  • ottima resa termica
  • velocità nel raggiungere la temperatura di esercizio
  • temperatura uniforme
  • nessun ingombro a terra
  • basso impatto visivo
  • facilità di posa senza demolizioni.

Da segnalare che i ventilconvettori riscaldano in maniera meno uniforme, ma offrono il vantaggio di poter essere abbinati a filtri antipolline e deumidificatori. Inoltre, come già accennato sono più efficienti nel fornire un buon raffrescamento estivo.

L'installazione di un sistema per il riscaldamento a soffitto consente di ottenere l'abitabilità anche con un'altezza minima di 2,6 m contro i 2,7 m previsti dalla normativa in assenza di questo genere di impianti (DM 26 giugno 2015). E' questa l'altezza cui normalmente viene testato un riscaldamento a soffitto, anche se risulta efficace fino ad un’altezza massima di 5 m.

Il riscaldamento a soffitto ha anche degli svantaggi. Innanzitutto, la diffusione del calore avviene solo parzialmente per irraggiamento e quasi esclusivamente per convezione. Ne consegue che il calore ci metterà più tempo a raggiungere la parte bassa della stanza.

Un'ulteriore problematica è legata alla tendenza del riscaldamento a soffitto a sviluppare condensa, che può essere risolta mantenendo il liquido all'interno dell'impianto ad una temperatura non inferiore a 14°. I sistemi a ventil convezione sono migliori da questo punto di vista, a patto però di essere dotati di sistemi efficienti di smaltimento della condensa.

Per finire, c'è il discorso della manutenzione. Sebbene sia facilitata rispetto agli impianti a pavimento, si tratta sempre di interventi che vanno eseguiti da personale esperto in questo genere di sistemi.

Riscaldamento a soffitto: detrazioni fiscali

La Legge di Bilancio 2018 (Legge 27/12/2017 n.205) ha introdotto alcune novità per quanto riguarda le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico. Ad esempio, dal 1 gennaio 2018 passano dal 65% al 50% i rimborsi Irpef per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A e di caldaie a biomassa. Rimangono al 65% i rimborsi per

  • caldaie a condensazione classe A+ con sistemi di termoregolazione evoluti
  • generatori di aria calda a condensazione
  • pompe di calore
  • pannelli solari
  • microgeneratori.

Per approfondire puoi leggere il nostro articolo sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica.

Rinnovate fino al 31 dicembre 2018 anche le detrazioni fiscali al 50% per gli interventi di manutenzione straordinaria, comprendenti il rifacimento dell’impianto termico con innovazioni rispetto all’esistente.

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